Come usare l'IA per vendere: esempi pratici per B2B e B2C

In una settimana tipo posso trovarmi a lavorare con un’azienda che vende attrezzature tecniche attraverso tanti canali, rivenditori, agenti, team commerciali, e-commerce, oppure con un’associazione di dettaglianti che fa pura vendita diretta al banco.

 

Due mondi completamente diversi, eppure la richiesta è identica: Come faccio a usare l’IA per vendere di più?

 

La buona notizia è che l’IA generativa può davvero aiutare entrambi.

Cambia il modo in cui la usiamo, a seconda che si stia costruendo una pipeline B2B complessa o preparandosi a conversare con un cliente in negozio.

Argomenti trattati

Cosa cambia per l’IA tra B2B e B2C

Nel B2B, la vendita passa attraverso uno schermo: email, LinkedIn, videoconferenze, portali. E il computer è ovviamente la sede naturale per l’Intelligenza Artificiale in questo momento.

 

L’IA in questo caso può aiutarci lungo tutto il ciclo di vendita, che nel B2B è lungo, coinvolge più persone, si basa su scelte che seguono più la logica aziendale che l’impulso.

 

Per questo, il documento scritto diventa tanto importante quanto la relazione.

 

L’IA qui interviene per preparare il terreno, personalizzare le comunicazioni, creare materiale di supporto che il commerciale poi modifica e invia e per analizzare i dati di vendita e progressivamente migliorare i risultati.

 

Nel B2C fisico, un negozio, una boutique, uno studio professionale, non c’è intermediazione dello schermo.

 

La vendita accade “in diretta”, al banco, e chi vende deve avere tutto pronto in testa. Non c’è tempo per scrivere testi personalizzati mentre il cliente aspetta.

 

Ma in entrambi i casi, il principale valore dell’IA sta nella preparazione, nel racconto e nella personalizzazione. 

 

Quello che cambia è il timing e il formato in cui il messaggio arriva al cliente.

 

Come l’IA aiuta le vendite B2B

Partiamo da due scenari che rappresentano situazioni reali di aziende medie italiane.

 

Business Development

Lo sviluppo del business richiede una lead generation costantemente attiva. Un’azienda riceve lead inbound grazie al lavoro del marketing organico e della pubblicità. Le richieste arrivano dal sito web, da LinkedIn, dalle fiere. 

 

Qui l’IA è di supporto nella creazione delle offerte e nello sviluppo del progetto e, in alcune aziende, ci sono altre persone che si occupano di gestire le richieste inbound.

 

Ma come aiuta l’IA con la vendita oubound, quando si tratta di trovare e gestire clienti che non sono venuti spontaneamente a cercarci?

 

Quando si parla di vendita outbound, l’IA è utile soprattutto in una fase delicata: quella in cui il cliente non ci conosce, non ci sta cercando e spesso non ha nemmeno ancora formulato bene il problema che potrebbe portarci a contattarlo. In questi casi l’IA può aiutare non semplicemente a scrivere i messaggi, quanto a preparare meglio il lavoro commerciale.

 

Per esempio, può partire dal sito del prospect, dal settore, dal ruolo della persona da contattare e dalle obiezioni raccolte in passato per suggerire angoli di apertura diversi: uno più centrato sulla lentezza del processo commerciale, uno sui colli di bottiglia interni, uno sul rischio di dipendere troppo da pochi clienti o da poche persone chiave.

 

Può anche rileggere le risposte ricevute nelle campagne outbound e aiutare a distinguere i veri segnali di interesse dalle formule di chiusura più automatiche, come “mandami qualcosa” o “non è il momento”.

 

Il punto, quindi, non è usare l’IA per fare più outreach in automatico, che pure è possibile ma non permette di costruire la relazione di fiducia necessaria nelle decisioni di acquisto B2B. 

 

Piuttosto, può  rendere meno cieco il lavoro su clienti freddi o tiepidi, più coerente nei messaggi e più capace di imparare da ciò che succede sul campo.

 

Ogni prospect è diverso, e una email generica finisce in spam.

Il commerciale non deve cominciare da zero. Ha una base solida, la personalizza sulla sua intuizione, e invio. Guadagna 30-40 minuti per lead, e la risposta sale perché il messaggio è già targettizzato.

 

Un passaggio ulteriore? Misurare le conversioni per migliorare sempre più i risultati insegnando all’IA cosa ha funzionato meglio.

 

Social selling e content generation

Molti commerciali B2B sanno che dovrebbero essere attivi su LinkedIn, anche se spesso pensano che questo significhi mandare decine di messaggi diretti ai propri contatti.

 

In realtà il social selling funziona se il sales riesce a creare una relazione attraverso una serie di scambi.

 

Producendo post per LinkedIn crea la propria autorevolezza nel settore, rispondendo ai commenti dei contatti e commentando i post dei prospect entra in relazione.

 

È un lavoro lungo, che richiede costanza e qui l’IA va impostata attentamente per essere davvero capace di supportare il sales.

 

Può trasformare case study ed esperienze in post e articoli. Può trarre informazioni dai commenti che i clienti fanno e preparare risposte a dubbi e obiezioni, può aiutare a definire gli argomenti più in linea con il proprio pubblico target.

 

Non si può automatizzare l’interazione, anche perché LinkedIn non lo permette. Ma con l’IA si riesce ad automatizzare l’amministrazione della comunicazione.

 

Come l’IA aiuta le vendite B2C al dettaglio

Cambiamo ambientazione, qui siamo in un negozio al dettaglio. Mi capita di essere chiamata a parlare ad eventi e workshop organizzati da associazioni di categorie e vedo che già molti hanno sperimentato l’IA generativa per la propria attività.

 

L’uso più diffuso è quello di creare post per i social, inclusi tentativi, a volte frustranti, di inserire i propri prodotti all’interno di ambientazioni generate con l’IA.

 

C’è qualcosa in più che l’IA può fare per aiutare le vendite?

 

Sì, se pensiamo che, quando un cliente entra, il consulente al banco ha pochi minuti per capire cosa cerca e come proporglielo. Facciamo un paio di esempi.

 

La frase che aiuta a chiudere la vendita

Chi è esperto e conosce la propria clientela, costruisce la vendita a partire dall’assortimento di magazzino. Qualunque sia il prodotto in questione, ogni cliente che entra in negozio lo vive dal proprio punto di vista, in base ai propri obiettivi.

 

Può essere utile avere due o tre tipologie di uno stesso prodotto per proporre prezzi e qualità diverse riuscendo a chiudere la vendita con la frase giusta che fa visualizzare al cliente quel prodotto già collocato nella sua vita di tutti i giorni.

 

E con l’IA possiamo partire, per esempio, con i prodotti in magazzino più difficili da collocare e immaginare gli scenari, i clienti e le frasi giuste per concludere la vendita.

 

Diamo all’IA le giuste informazioni da intersecare per ottenere i suggerimenti giusti e prepariamoci a rispondere alle obiezioni del cliente.

 

Il cliente si sente visto e accompagnato con professionalità perché ottiene un’esperienza personalizzata, un tipo di vendita a cui ci siamo già tutti abituati online.

 

La memoria potenziata

Ricordarsi i dettagli tecnici, le disponibilità di magazzino, le possibili alternative al prodotto o i prodotti simili da proporre per accontentare il cliente non è sempre così facile.

 

Con l’IA possiamo creare un database da interrogare in chat, come se avessimo accanto un esperto che sa tutto del nostro negozio.

 

Il commesso si avvicina un attimo al computer e digita la domanda che gli ha fatto il cliente o che lui stesso ha pensato. Non deve fare una imbarazzante ricerca, scrive due parole e l’IA va a cercare nella memoria che gli abbiamo creato per trovare la risposta che cercavamo.

 

Questo è uno strumento utile per tutti, ma in particolare utile quando in negozio c’è personale nuovo o durante le fasi di passaggio generazionale, quando la persona con più esperienza è assente.

 

Il fattore critico: dati sensibili e privacy

Quando parliamo di vendita, parliamo anche di attenzione ai dati sensibili.

 

Quello che NON va mai inserire in un prompt di IA generativa:

  • Dati personali identificabili di clienti, che associano nome, e-mail, numero telefono
  • Dati sensibili aziendali, ovviamente, come listini fornitori completi, con margini reali, dati bancari, contratti confidenziali
  • Foto e rendering di prodotti con proprietà intellettuale protetta

 

 

Quello che si può inserire (con attenzione):

  • Dati anonimizzati o generalizzati
  • Informazioni pubbliche già accessibili sul web

 

 

La regola pratica: se il dato, diventando pubblico, può danneggiare un cliente o l’azienda non va messo così com’è in IA generativa, soprattutto se viene usata con account gratuito.

 

Da dove iniziare: i primi passi concreti

Per chi leggendo fin qui ha pensato “tutto giusto, ma da dove comincio?”, ecco una roadmap semplice.

 

Fase 1: Identificare un processo ripetitivo a basso rischio

È il primo passo, scegliere un’attività che:

  • Facciamo spesso (almeno 2-3 volte a settimana)
  • Non coinvolge l’esposizione di dati sensibili
  • Ha un risultato chiaramente misurabile (tempo risparmiato, qualità migliorata)

 

Esempio: “Scrivo email di follow-up a clienti inattivi” oppure “Preparo schede descrittive di prodotti nuovi” oppure “Rispondo a FAQ ricorrenti”.

 

Fase 2: Sperimentare con più strumenti

ChatGPT, Gemini, Claude, ognuno ha versioni con vari livelli di costo e ognuno con caratteristiche più o meno adatte all’attività che svolgiamo.

 

Possiamo prima testarli in versione gratuita, ma ricordiamoci che non tutte le funzionalità sono attive per gli account free e che se non utilizziamo una versione a pagamento, pensata per il business, non possiamo controllare come vengono utilizzati i dati che inseriamo.

 

Fase 3: Misurare il risultato

Se risparmiamo 45 minuti a settimana in quel processo, sappiamo già quanto ci stiamo guadagnando e se il costo e il tempo che impieghiamo con l’IA è utile per noi.

 

Pochi progressi?

Se stai già utilizzando l’IA ma ti sembra di non vedere grandi miglioramenti nell’attività, vale la pena prendere in considerazione un piano di formazione o di consulenza strategica IA, basata proprio su casi reali e concreti.

Scopri come adottare l'IA per la tua strategia di vendita

Scrivimi per avere informazioni sui percorsi di formazione o per organizzare una workshop

Condividi:

Adotta strategicamente l'Intelligenza Artificiale in Azienda

Usare l’AI e adottarla in azienda sono cose molto diverse. Richiedi maggiori informazioni su formazione e training per team commerciali, marketing, HR e project management. 

Formazione online e in persona per team commerciali, marketing e project management. Focus Group con i Team Leader per l’applicazione strategica dell’IA in azienda.

Continua a leggere