Google I/O 2025: le novità che cambiano la visibilità online dei siti web
Si sono appena spenti i riflettori su Google I/O 2025, l’evento annuale per addetti ai lavori in cui Google annuncia tutte le sue novità.
Quest’anno, tra clamorose innovazioni già disponibili o promesse, il messaggio è stato forte e chiaro: Google punta all’AI Everywhere, Intelligenza Artificiale ovunque.
Che cosa significa? E soprattutto: che cosa cambia per noi?
Sommario
La ricerca online oggi
La ricerca online ha subito molte trasformazioni negli ultimi anni, che possiamo riassumere in tre macro-tendenze:
1. Ricerche zero clic. Google ha diversificato negli anni il tipo di risultati che possiamo ottenere con un ricerca, integrando prima immagini e video e poi gli elementi in primo piano: risposte prese dai siti web e riportate direttamente nella pagina di ricerca. Sono queste le ricerche zero clic, perché l’utente non ha bisogno di cliccare e visitare il sito web, ha già la risposta pronta fornita da Google. A questo tipo di risultati si aggiunge l’AI Overviews, risposte sintetiche generate da intelligenza artificiale, ora attiva in Italia.
2. Risultati dalle community. Molti di noi hanno l’abitudine di cercare informazioni direttamente sulle piattaforme social (per viaggi, moda, shopping, notizie) e nei forum di nicchia (per domande specifiche, tecniche, o recensioni di prodotto). Google ha aggiunto, quindi contenuti presi ai risultati di ricerca, per esempio Reddit, Quora, TripAdvisor, LinkedIn, Facebook (rendendo la SEO utile anche fuori dai siti web).
3. Informazioni personalizzate. Saprete che i risultati che Google fornisce per una ricerca sono personalizzati: ciò che vediamo può dipendere da cronologia di navigazione, preferenze, posizione geografica.

Dall’AI Overview all’AI Mode (presto anche in Italia)
In Italia oggi possiamo vedere solo la modalità AI Overview, ma durante Google I/O 2025 è stata lanciata la nuova AI Mode, già attiva negli Stati Uniti.
Questa modalità introduce una ricerca conversazionale gestita da intelligenza artificiale. Invece di fare due o tre ricerche separate, possiamo porre un’unica domanda articolata: sarà l’AI a combinarle e restituire una risposta completa e personalizzata.
Si tratta di una risposta diretta alla concorrenza di piattaforme di intelligenza artificiale che sostituiscono i motori di ricerca, come ChatGPT e Perplexity. Perchè, se sempre più persone cercano risposte in una chat di AI, Google deve innovare il proprio modello di business che si fonda sulla pubblicità mirata alla ricerca online.
Le risposte date dall’AI di Google non sono sempre ideali, siamo ancora in una fase di sperimentazione, ma la linea tracciata è evidente.
Con l’AI Everywhere, Google integrerà l’intelligenza artificiale in tutti i suoi prodotti:
- nel motore di ricerca,
- negli smartphone Pixel,
- nell’assistente di ricerca su Android,
- nelle app di produttività (Gmail, Documenti, Meet),
- nei pagamenti digitali e nella navigazione tramite Maps.
Un utente che utilizza l’ecosistema Google può essere seguito (per sua stessa scelta) in ogni momento del customer journey. Nessun’altra piattaforma ha oggi un’integrazione così profonda.
E i nostri siti web?
In sintesi: dobbiamo renderli leggibili e rilevanti per l’intelligenza artificiale.
È lecito aspettarsi che Google userà le informazioni raccolte con l’AI Everywhere per offrire risposte (e pubblicità) iper-personalizzate.
Insomma, ognuno di noi vedrà quello che l’AI ha selezionato come più adatto – e sì, diciamolo, c’è un lato oscuro in questo trend come accade per ognuno di noi che vive la realtà dei social in modo differente restando chiuso nella propria “bolla” personalizzata.
Per adeguarsi è possibile che la strada sia quella che porta le aziende stesse a diventare molto specializzate, a differenziarsi e a parlare con precisione a un pubblico ben definito diventando così la scelta più naturale e adatta quando l’intelligenza artificiale è chiamata a dare i suoi suggerimenti.
Per esempio, se vorremo prenotare un hotel per le vacanze, Gemini potrà proporci opzioni già filtrate secondo i nostri gusti, le mete già visitate, il nostro budget medio, la composizione del nucleo familiare, la presenza di animali domestici e così via, tutto senza nemmeno un clic sui siti web.
Due grandi conseguenze:
- Aumento delle risposte pre-confezionate: sempre più ricerche daranno una risposta completa senza che l’utente visiti alcun un sito.
- Filtraggio delle fonti: l’IA mostrerà solo alcune fonti selezionate in base a criteri di autorevolezza, pertinenza e chiarezza.
l nuovo obiettivo quindi non è essere in cima ai risultati di ricerca ma diventare la fonte che l’IA sceglie per rispondere.
La nuova SEO oltre il sito web
La SEO si evolve verso un insieme di buone pratiche che trascendono il sito web, mantenendo lo scopo di rendere visibili le aziende e mettendole in contatto con i potenziali clienti. Serve costruire una presenza digitale utile, accessibile e autorevole.
- Dominare l’intento commerciale sul sito
- Pagine servizio/prodotto perfette: chiare, dettagliate, capaci di convertire.
- Casi studio e testimonianze: mostrano concretamente cosa sappiamo fare.
- Chi siamo e contatti trasparenti: elementi di fiducia fondamentali anche per l’IA.
- Espandersi oltre il sito web
- Social media come spazi di community, non solo vetrine.
- Forum e gruppi social verticali: luoghi dove mostrare la nostra competenza.
- Recensioni e menzioni su fonti autorevoli: ogni citazione è un segnale positivo per l’algoritmo (e per chi ci legge).
- Parlare all’IA
- SEO tecnica: dati strutturati e markup Schema rendono i contenuti facilmente interpretabili.
- Contenuti “granulari”: guide, FAQ, contenuti ben organizzati e risposte puntuali a domande specifiche.
- Costruire un hub tematico: essere fonte attendibile per un certo argomento di nicchia.
L’AI Everywhere cambia gli strumenti, essere visibili sarà sempre più impegnativo ed è fondamentale restare aggiornati e adattarsi ai nuovi scenari per continuare a emergere.
Per il momento, la visibilità premia ancora chi rispetta queste 4 regole:
- conosce a fondo il proprio pubblico
- può offrire valore aggiunto rispetto alla enorme quantità di informazioni offerte dal web
- sa comunicare con trasparenza
- tiene sotto controllo gli aspetti tecnici del sito e lo rende ben leggibile anche all’AI.



