L’IA cambia le ricerche online
La ricerca online sta subendo una trasformazione mai vista prima, grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale. Nuovi strumenti avanzati come SearchGPT e Perplexity AI stanno rivoluzionando il modo in cui troviamo le informazioni, mettendo in seria discussione il predominio di Google.
E non si tratta solo di ottenere risposte più veloci: questi nuovi motori di ricerca basati su AI stanno cambiando l’esperienza di ricerca stessa, rendendola più conversazionale e intuitiva, veloce e ideale per le ricerche vocali.
Per aziende e professionisti, questo significa una cosa sola: è tempo di ripensare le proprie strategie di SEO per restare competitivi in un panorama digitale che evolve a una velocità impressionante.
SearchGPT e l’evoluzione della ricerca online
Cos’è SearchGPT e cosa ne sappiamo?
SearchGPT è un chatbot basato su intelligenza artificiale, progettato per accedere alla ricerca sul web: una soluzione ideale per chi ha fretta di arrivare al punto! Si tratta di una tecnologia basata sull’AI di OpenAI, come ChatGPT, che può anche navigare online.
Consente agli utenti di fare domande direttamente nella chat di ChatGPT risparmiando la fatica di cercare sito per sito la risposta più adatta alla domanda iniziale e ottenere risposte sintetiche. Le fonti sono citate e (quasi sempre) verificabili. Al momento è disponibile solo per gli utenti ChatGPT a pagamento ed esiste anche un’estensione per fare le ricerche direttamente da Chrome.
SearchGPT, almeno per ora, ci risparmia anche il fastidio della pubblicità. Non sappiamo ancora quale modello di business sarà adottato da OpenAI nel prossimo futuro: forse questa funzione verrà estesa anche alla versione gratuita, ma con inserzioni pubblicitarie.
E questa è di per sé già una grande novità, ma ce n’è un’altra interessante per chiunque abbia un sito web: i risultati si basano principalmente sulle ricerche fatte da Bing, il motore di ricerca di Microsoft, che in questi anni non è mai riuscito a rubare la scena a Google.
OpenAI utilizza anche sistemi di crawling propri per scansionare i siti web e forse per questo i risultati non sempre coincidono perfettamente con quelli di Bing. Resta comunque il fatto che i siti non indicizzati su Bing non compaiono su SearchGPT.
Se consideriamo che gli sforzi SEO degli ultimi anni si sono concentrati quasi esclusivamente sul posizionamento in Google, oggi dobbiamo riorganizzarci: se il tuo sito non è indicizzato su Bing, è consigliabile intervenire al più presto.
SearchGPT e la sfida per Google
Questa evoluzione rappresenta una sfida diretta al modello di business di Google, che finora ha dominato la ricerca online grazie alla pubblicità e ai contenuti sponsorizzati. Sebbene Bing non sia mai riuscito a insidiare il predominio di Google, la combinazione tra AI avanzata e risposte conversazionali potrebbe modificare le preferenze degli utenti. Sarà interessante vedere come questa competizione influenzerà il panorama della ricerca.
Perplexity AI: una piattaforma in crescita
Prima dell’arrivo di SearchGPT, anche Perplexity AI si era già affermata come una piattaforma di ricerca innovativa. Perplexity utilizza un’interfaccia semplice e un’AI capace di comprendere e rispondere in linguaggio naturale, fornendo risposte immediate e accurate anche a domande complesse. Le ricerche vengono effettuate tramite Google, ma ci sono state alcune polemiche per l’utilizzo di contenuti senza autorizzazione.
Infatti, un elemento particolare di Perplexity è la possibilità di salvare le ricerche e arricchirle con contributi personali, che possono poi essere condivisi online. Questo approccio favorisce l’interazione tra gli utenti e la piattaforma, ma porta anche il rischio di diffondere materiale coperto da copyright senza autorizzazione.
Il futuro di Google
Google è ben consapevole delle trasformazioni in atto. Negli ultimi anni, ha integrato sempre più intelligenza artificiale nei propri strumenti, introducendo Google Bard, poi diventato Gemini, e l’algoritmo MUM (Multitask Unified Model), progettato per comprendere meglio le intenzioni dell’utente.
Google sta già implementando gradualmente la possibilità di fornire risposte generate dall’IA direttamente in cima ai risultati di ricerca, e possiamo aspettarci un’accelerazione su questo fronte.
E poi resta il fatto che, ad oggi, la ricerca su Google è gratuita (anche se supportata da contenuti sponsorizzati) ed è ancora la piattaforma preferita per chi cerca prodotti da acquistare o informazioni locali.
I concorrenti potrebbero guadagnare terreno, ma non è facile spodestare Google nel breve termine: è connesso a un intero ecosistema che comprende il mondo Android, Google Maps e YouTube, utilizzato come ulteriore motore di ricerca, soprattutto dai più giovani.Cosa succederà ai nostri siti web?
Cosa succederà ai nostri siti web?
Oggi Google continua a consigliare un’alta qualità di contenuti per migliorare la propria visibilità online. E allo stesso tempo abbiamo capito che ora è necessario tenere d’occhio anche Bing.
Sappiamo che tra i contenuti presi in considerazione dai motori di ricerca, oltre a quelli pubblicati sul sito web, ci sono anche i post sui social media come LinkedIn: fate quindi attenzione alla SEO anche per gli articoli e i post sui social!
Siamo in una fase di cambiamenti significativi, destinati a trasformare il modo in cui le aziende e i professionisti ottengono visibilità online. Per chi si occupa di SEO e di content marketing, queste evoluzioni richiedono nuove strategie per rispondere efficacemente ai nuovi modelli di ricerca basati su AI.
È fondamentale ricordare che il traffico verso un sito web oggi non dipende solo dai motori di ricerca: una solida strategia di content marketing deve prevedere la distribuzione dei contenuti anche attraverso canali come social media, e-mail e newsletter, adattandoli in diversi formati per catturare l’interesse del pubblico.
Per chi si occupa di SEO e scrittura strategica, resta essenziale testare costantemente le novità che stanno emergendo e adattarsi rapidamente per mantenere una posizione competitiva.


